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Dietro non va. L’avvertimento inascoltato di quei primi 20’ a Bruxelles in Champions, poi dimenticati per le 7 vittorie di fila
Gli scricchiolii c’erano già stati a Bruxelles, quei 20 minuti iniziali che i successivi 70 avevano cancellato da molti resoconti, ma non dalle memorie. I fatti non si cancellano e l’Inter aveva sofferto troppo in difesa, contro una squadra modesta. A Napoli il livello si è alzato e le crepe sono diventate voragini, la paura si è trasformata in incubo e la terza sconfitta in 8 partite è stata inevitabile. Vero che c’è l’alibi del rigore fasullo assegnato al Napoli e che costerà una sospensione all’arbitro Mariani e ai suoi collaboratori (tutti, compresi quelli in sala Var), perché anche per i vertici AIA la decisone finale è stata sbagliata.
Ma è un alibi, appunto. Non una spiegazione. E già a botta calda e a malincuore lo hanno onestamente ammesso anche Marotta e Chivu, riconoscendo i meriti degli avversari ed evitando, soprattutto l’allenatore, l’acquitrino delle polemiche in cui ha cercato di trascinarli Conte, un maestro anche in questo, come ha più volte dimostrato in carriera. Buon per l’Inter tornare in campo già mercoledì, di nuovo a San Siro dopo 25 giorni.






