Un guazzabuglio confusionario, che mette insieme Cinque Stelle e post comunisti, islamici convinti che la sharia sia la strada maestra da seguire e sindacalisti determinati a trasformare il venerdì nel giorno dello sciopero perenne e odiatori della libera stampa. I Carc, ovvero il Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo, hanno pubblicato, sul proprio sito, un’attenta e dettagliata analisi dell’incontro tenutosi giovedì a Montecitorio. Un convegno dal titolo enigmatico: «Per un governo che attui la Costituzione». Nei vari interventi hanno messo in un gigantesco calderone il referendum, l’amicizia col mondo islamico e la necessità di far cadere l’esecutivo «guidato dai fascisti». Tre i punti evidenziati dai nipotini di Carlo Marx. «La Costituzione non è attuata dal governo Meloni, che è anzi il promotore di continue violazioni, ma da chi occupa le aziende, coma la Gkn, dagli attivisti di Ultima Generazione ed Extinction Rebellion che denunciano la complicità delle aziende italiane nella Terza guerra mondiale, dalle organizzazioni sindacali di base che difendono il diritto di sciopero, dai docenti che si ribellano alla cultura del libro e moschetto, dai sanitari che rivendicano il diritto universale alla salute, da chi si attiva contro il coinvolgimento dell’Italia nel genocidio contro il popolo palestinese».