MESTRE - Attore, showman, regista, giornalista, scrittore, protagonista indiscusso della televisione italiana con trasmissioni cult come Drive In, Paperissima e Striscia la notizia, il tg satirico che conduce dalla prima puntata del 1988, Ezio Greggio è un pezzo di tv e di costume italiani. E oggi porta quarant'anni di carriera in teatro con "Una vita sullo schermo", approdando per la prima volta a Mestre, dove è in cartellone venerdì 27 marzo alle 21.15 al Teatro Corso (info www.teatrocorso.it). Greggio, la sua "vita sullo schermo" incomincia già nel 1972 su Telebiella e all'epoca fare il comico non era esattamente un piano di carriera credibile.
Ha convinto la famiglia piemontese sul cabaret come mestiere?
«La famiglia si convinse man mano, perché a Biella l'industria della lana era l'indirizzo naturale per un giovane. Invece con Peppo Sacchi entrai nella squadra di avventurieri che fondò Telebiella, la prima televisione privata italiana. All'epoca c'era solo la Rai e andare a toccare quel monopolio fu un'avventura: la polizia postale tagliò i cavi, ma Sacchi ebbe l'idea di registrare Telebiella come testata giornalistica e, appellandosi all'articolo 21 della Costituzione, si vinse quella battaglia. Fu la scintilla che aprì la strada a Rizzoli e Berlusconi tutti quelli che sono venuti dopo dovrebbero ringraziare Sacchi per quella crociata».







