NORDEST - Centinaia di leghisti dal Veneto per l’ultimo saluto al mai dimenticato Umberto Bossi. C’è anche chi si è organizzato con i pullman, come per il tradizionale raduno di Pontida. Ieri però era il giorno dell’addio al leader che ha dato vita al movimento e che l’ha modellato a sua immagine a somiglianza, fino alla virata nazional-sovranista di Salvini. Tra i tanti militanti c’erano ovviamente i big.
«Se n’è andato fisicamente, ma non se ne vanno le sue idee, la sua opera, la sua grande intuizione», ha sottolineato Luca Zaia, oggi presidente del Consiglio regionale Veneto, accolto dalla folla con uno scroscio di applausi. «Foscolo nei Sepolcri diceva che solo chi fa cose grandi nella vita si garantisce l’immortalità, Bossi se l’è garantita. E penso che ci lascia tanti insegnamenti tra i quali quelli di dar voce a chi voce non ne ha. È stato un grande traghettatore e ci ha educato al rispetto delle persone e al rispetto degli ultimi. Il suo sogno continua». Presente anche il giovanissimo presidente del Veneto, Alberto Stefani: «Oggi è la giornata del cordoglio e del rispetto per i familiari, i tanti amici e il popolo della lega, che ha perso la sua guida storica, oltre che un riferimento affettivo».











