SANTO STEFANO DI CADORE (BELLUNO) - Permangono delicate le condizioni di Angelika Hutter, la 34enne investita lo scorso 28 dicembre a Ronco all’Adige (Verona). Se dal punto di vista fisico non ha riportato conseguenze rilevanti, continua invece a destare forte preoccupazione il suo stato psicologico, giudicato ancora compromesso. Attualmente Hutter si trova ricoverata nella casa di cura Don Girelli di Ronco all’Adige, dove era stata trasferita alcune settimane dopo il primo ricovero ospedaliero. La permanenza nella struttura è stata disposta dal tribunale di sorveglianza, che ha deciso di sospendere temporaneamente la pena a causa delle sue condizioni di salute mentale, applicando la misura della libertà vigilata.

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Nel frattempo, la donna è in attesa di una nuova decisione da parte dei giudici. È infatti stata presentata richiesta affinché possa scontare la pena agli arresti domiciliari. La condanna a quattro anni e otto mesi riguarda il tragico incidente, avvenuto il 6 luglio 2023 nel centro di Santo Stefano, in cui persero la vita tre persone: una nonna, il padre e un bambino di due anni. Erano le 15.15 quando la quiete del paese venne spezzata dalla tragedia. L’Audi nera guidata da Hutter percorse a velocità sostenuta la parte terminale di via Udine attraversando il ponte sul Piave e proseguendo tra Campolongo e il centro abitato. Una corsa definita folle, con tratti affrontati anche con due ruote sul marciapiede, che si concluse con l’impatto fatale contro la famiglia originaria di Favaro Veneto (Venezia). Per quei fatti, la donna, di origine tedesca, è stata condannata in via definitiva a 4 anni e 8 mesi di reclusione. La sentenza, emessa su proposta di patteggiamento dal giudice per le indagini preliminari Simone Marcon, ha previsto anche l’applicazione della misura di sicurezza della libertà vigilata, con obbligo di permanenza nella comunità terapeutica residenziale protetta “Don Giuseppe Girelli” di Ronco all’Adige.