S’infittiscono sempre di più, a distanza di 32 anni, i misteri sulla morte di Kurt Cobain. Nelle scorse settimane, lo specialista forense Brian Burnett aveva contestato, sull’International Journal of Forensic Science, la versione ufficiale del decesso dell’artista dei Nirvana. Sulla scena del (presunto?) suicidio di Cobain, per la collaboratrice di Burnett e ricercatrice indipendente, Michelle Wilkins, erano presenti diversi dettagli che potrebbero ricondurre ad un omicidio ai danni del chitarrista. “A me sembra che qualcuno abbia messo in scena un film e volesse che apparisse assolutamente che si trattasse di un suicidio. La ricevuta della pistola è nella sua tasca. I proiettili sono allineati ai suoi piedi”, aveva dichiarato Wilkins, come riportato dal Daily Mail.
Il nuovo rapporto forense ha portato alla luce dei particolari insoliti per un suicidio che, come ha ricordato Wilkins, molto spesso “sono un caos”. Mentre, quella di Cobain, “era una scena molto pulita”, tanto che le maniche di Kurt erano arrotolate e il kit per l’eroina è stato trovato a diversi metri di distanza. Al suo interno ci sarà stato disordine? No, perché le siringhe erano tappate mentre, i cotton fioc ed i pezzi di eroina nera erano di dimensioni più o meno uguali. Tutto, apparentemente, troppo “ordinato” per un suicidio.






