Kurt Cobain non si sarebbe suicidato. È la tesi della rivista accademica International Journal of Forensic Sciences che ha pubblicato uno studio intitolato "A Multidisciplinary Analysis of the Kurt Cobain Death", guidato dal ricercatore indipendente Bryan R. Burnett in collaborazione con un team internazionale di scienziati forensi (tra cui medici legali, chimici e periti balistici). Lo studio smentisce le conclusioni a cui era giunto il Dipartimento di polizia di Seattle: il corpo del leader dei Nirvana era stato ritrovato l’8 aprile del 1994. Le conclusioni dell’inchiesta parlavano di suicidio mediante un colpo di fucile intraorale. Il medico legale, dal canto suo, aveva stabilito che la morte del cantante nella sua villa sul lago Washington, nei dintorni di Seattle, risaliva al 5 aprile.
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Il nuovo studio mette in dubbio una serie di elementi, a partire dall’arma: un fucile semiautomatico Remington M11 calibro 20. Cobain, infatti, fu ritrovato con la mano sinistra serrata intorno alla canna dell'arma: secondo i test eseguiti dall'armaiolo e perito Michael Gregory, la presenza della mano avrebbe inibito l'azione di rinculo meccanico dell'arma, non permettendo alla stessa di far fuoriuscire il bossolo. Quest'ultimo sarebbe stato ritrovato regolarmente sul pavimento della serra della villa, evidenziando un'irregolarità sull'uso dell'arma da fuoco. La scoperta è stata possibile solo a 32 anni di distanza, poiché è stato reso disponibile solo di recente il report originale redatto nel 1994 dal Washington State Patrol Crime Laboratory.






