Nelle prossime ore negli aeroporti americani cominceranno a comparire gli agenti dell'Immigration and Customs Enforcement, quelli dispiegati da Donald Trump a migliaia in diverse città degli Stati Uniti per mostrare il suo pugno duro contro i migranti.

Stretto tra una guerra all'Iran che non sta andando come previsto e i malumori della sua base, il tycoon ha dunque deciso di spostare nuovamente l'attenzione su un terreno caro alla sua base - quello della sicurezza e dell'immigrazione - spedendo gli agenti dell'Ice a lavorare fianco degli impiegati della Tsa - la sicurezza aeroportuale - per alleggerirne il carico e ridurre il caos negli scali. Un compito per il quale, però, gli uomini dell'immigrazione non sono stati addestrati.

"Da domani l'Ice si recherà negli aeroporti per assistere i nostri straordinari agenti della sicurezza, rimasti al proprio posto nonostante il fatto che i democratici della sinistra radicale, concentrati esclusivamente sulla protezione di criminali incalliti entrati illegalmente nel nostro Paese, stiano mettendo in pericolo gli Usa bloccando i fondi che erano stati concordati da tempo, con tanto di contratti firmati e sigillati", ha annunciato il presidente in un post su Truth. Il riferimento è allo shutdown del dipartimento per la sicurezza interna che si protrae ormai da oltre un mese e ha lasciato senza stipendio gli impiegati della Tsa. Repubblicani e democratici scaricano gli uni sugli altri la responsabilità della paralisi dei finanziamenti e, in effetti, il blocco è dovuto ad un'impasse politica. L'opposizione si rifiuta di votare la legge fino a quando non saranno inseriti degli emendamenti che prevedano la responsabilità degli agenti dell'immigrazione e dei confini. Il Grand old party non vuole cedere di un millimetro e così in mancanza di un compromesso agenzie come la Tsa, la Fema (la protezione civile Usa) e la Guardia Costiera non possono pagare lo stipendi ai loro dipendenti.