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Gli islamisti pubblicano le foto delle schede votate. E i proclama di Baya: censurato dopo l'articolo del Giornale

Forse qualcuno non è un habitué quando si tratta di elezioni, ma è noto che fotografare (e peggio ancora pubblicare) il proprio voto con allegata la scheda elettorale fatta dalla cabina sia totalmente fuori legge. Ma Il Giornale ha scovato e segnalato diversi profili di islamici che, invece, nel tentativo di invitare i loro seguaci a votare “no” al referendum sulla giustizia, hanno commesso un illecito. “Il referendum è una nostra preoccupazione, votiamo no”, scrive uno di loro, c’è anche chi invia le foto nei gruppi e chi le pubblica sotto il post di Brahim Baya, il predicatore islamista di Torino, referente della moschea Taiba e del Centro Rayan, che ha chiesto a chi lo segue di informarlo sul parere espresso alle urne. E, proprio Baya, in periodo di silenzio elettorale, ha continuato la sua serrata campagna contro la riforma della giustizia (ha forse fatto più lui di tutta l’opposizione messa insieme in questo periodo), in una vera e propria chiamata alle armi, pardon urne: “Noi, come popolo, dobbiamo dire no. Dobbiamo riprenderci il nostro Paese. Dobbiamo difendere la nostra sovranità”. E ancora: “Una riforma che mira a togliere ogni intralcio a chi governa”, “Giudici liberi, cittadini più forti. “Giudici sotto la politica… cittadini più deboli. È semplice. Io voto NO”, “Il futuro di questo Paese si decide anche così”, “Facciamo circolare la realtà, non la propaganda. Questo è il momento di esserci”, “Questo video è stato visualizzato da circa mezzo milione di persona, si prega di ricondividerlo il più possibile, per invitare tutti i cittadini con diritto di voto a partecipare a questo importante referendum”.