La morte di Aba forse poteva essere evitata, se ci fosse stata meno superficialità da parte della scuola. La nostra presenza alla commemorazione non significa aver fatto pace con il Chiodo, ma rispetto per le istituzioni. Di certo non ci ha fatto piacere dover entrare nel luogo dove Aba è stato ucciso».

Martedì 17 marzo, a due mesi dalla morte di Abanoub Youssef, il 18enne accoltellato dal coetaneo Zouhair Atif nei corridoi dell’istituto Einaudi- Chiodo di Spezia, il papà , due zii e due cugini di Abanoub hanno partecipato a un incontro in ricordo del giovane nella scuola che frequentava. Il cugino di Abanoub, Kiro Attia, 20 anni, studente di Economia, su indicazione dei genitori della vittima, si fa portavoce delle loro posizioni: critiche nei confronti della scuola e della sua dirigente Gessica Caniparoli. Quest’ultima, in un dialogo privato con i parenti, martedì ha spiegato che «la scuola ha fatto il possibile, ma poteva succedere ovunque».

Come si è comportata la scuola, dal giorno dell’omicidio?

«Non abbiamo mai ricevuto alcun contatto da parte della scuola. Questo silenzio ci ha portato a riflettere profondamente a porci interrogativi rilevanti sul comportamento dell’istituto». Secondo voi la scuola è stata all’altezza?