Che odore ha una molecola? Un algoritmo per predirlo non esiste ancora, ma ci stiamo lavorando. In Italia, c’è infatti un intero gruppo di ricercatori dedicato alla realizzazione di una mappa degli odori, opera all’interno del Centro di Neuroscienze e Sistemi Cognitivi dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Rovereto e a dirigerlo c’è Giuliano Iurilli. Ospite della quindicesima puntata di Grande Giove, registrata in occasione del Wired Next Fest Trentino 2025, lo scienziato racconta come si sta cercando di digitalizzare gli odori e, soprattutto, perché e per chi.
Il problema è più complesso di quanto sembri. “Abbiamo migliaia di recettori olfattivi, ognuno risponde a caratteristiche molecolari diverse - spiega Iurilli - E lo stesso odore può attivare combinazioni diverse di recettori”. È un sistema ridondante, stratificato, che rende difficile capire quale molecola produca quale percezione. Per questo la mappa che stanno costruendo parte da un approccio ibrido: neuroscienze, intelligenza artificiale e chimica computazionale insieme.
Il team lavora con modelli animali, principalmente topi, per studiare come il cervello elabora gli stimoli olfattivi. Si parte dalla struttura chimica delle molecole, si osserva come vengono processate dal sistema nervoso, si cerca di trovare un pattern. L’obiettivo è arrivare a un modello predittivo: data una molecola nuova, l’algoritmo dovrebbe essere in grado di dire che odore avrà. O viceversa: dato un odore desiderato, suggerire quali molecole potrebbero produrlo.






