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Dai costituzionalisti come Sabino Cassese agli appelli delle star: il fronte del No punta sugli artisti e rinuncia al confronto nel merito sulla riforma della giustizia

Nulla contro Sabino Cassese, uno dei più grandi costituzionalisti viventi. Ma davvero qualcuno si azzarderebbe a fare un paragone con Marisa Laurito? Deve essere più o meno questo il ragionamento fatto dalla sinistra in questi giorni. Sì, perchè a poche ore dal referendum i partiti di opposizione e i vari house organ hanno puntato molto sulla celebre attrice-cabarettista partenopea. Una figura popolare, non c'è dubbio. Ma è davvero la migliore testimonial per sostenere le ragioni di un voto sulla riforma della giustizia?

La scena è di quelle che, più che convincere, fanno riflettere. O forse preoccupare. Perché se la linea comunicativa del fronte del No a un referendum si affida alla verve di un’attrice significa che qualcosa, a monte, non sta funzionando. La Laurito è un volto noto della televisione italiana, simbolo di una napoletanità solare e teatrale, protagonista di video-appelli in cui invita gli italiani a votare No “per difendere con i denti la nostra Costituzione”. Toni accesi, colori vivaci, sorriso rassicurante. Ma dietro la scenografia quali sono le argomentazioni?