Nuova sconfitta giudiziaria per John Elkann. È stato respinto dalla Corte di Cassazione il ricorso presentato dalla difesa del manager contro la cosiddetta «imputazione coatta» disposta il 15 dicembre dal gip Antonio Borretta del Tribunale di Torino, nell'ambito dell'inchiesta penale sulla residenza in Italia di Marella Caracciolo, moglie dell'avvocato Gianni Agnelli.
La decisione del giudice delle indagini preliminari si era discostata dalla posizione dei pubblici ministeri piemontesi, che avevano chiesto invece l'archiviazione sia per Elkann che per Gianluca Ferrero, commercialista di famiglia e presidente della Juventus.
Entrambi dovranno difendersi dal reato di frode fiscale. La Procura ha infatti chiesto il loro rinvio a giudizio in relazione alle false dichiarazioni dei redditi presentate successivamente alla morte di Marella Caracciolo e relative a due annualità (2018 e 2019). Nel frattempo la Cassazione ha respinto il ricorso delle difese dei due imputati contro la decisione del giudice Borretta. Mentre sono state già archiviate le posizioni di Lapo e Ginevra, e del notaio svizzero Urs Robert Von Grunigen.
Dopo lunghe e laboriose trattative, e il versamento di 183 milioni all'Agenzia delle Entrate da parte dei fratelli Elkann, era sembrato che l'inchiesta - partita da un esposto presentato nel 2023 dalla madre Margherita Agnelli e condotta brillantemente dal nucleo Pef della Guardia di Finanza di Torino - fosse destinata ad esaurirsi senza troppe scosse.






