Domani: sei sillabe, un milione di combinazioni. Michel Roccati vuole provarle tutte, se necessario provarne anche altre, per raggiungere l'obiettivo che ripete come un mantra: tornare a camminare.

«Se dopo l'incidente, in ospedale, mi ritrovai a stilare mentalmente una sorta di lista nera delle cose che non avrei più potuto fare, ora non faccio altro che pensare alle tante che potrei fare».

"Ultime" voci della nuova lista: sciare in piedi, diventare cioè la prima persona paraplegica per una lesione midollare a farlo. Andare oltre, come lascia intendere lo stesso titolo dell'iniziativa di cui Michel Roccati è protagonista: Beyond_Human_Potential, appunto "oltre il potenziale umano".

Oggi: quattro lettere che però sono già passato. Perché la fase di test dello strumento che Michel utilizza per mantenersi in posizione eretta e sciare, avendo anche la possibilità di inclinare le lamine e ovviamente frenare, tutte prove svolte sulle piste dell'Alpe Cimbra, in Trentino, si può dire conclusa.

Oggi significa anche Tommaso Balasso, fondatore della scuola Scie di Passione a Folgaria nonché figura chiave per molti sciatori paralimpici. Le sue idee, quelle di Michel e ancora di una piccola equipe tutta italiana composta da ingegneri, tecnici e artigiani che si muove su base volontaria. «Chiedo spesso loro quanto riesca a rompergli le scatole – sorride Tommaso – ma la risposta che riescono a offrire nella realizzazione del progetto mi lascia puntualmente colpito».