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A Taiwan però crescono i timori per la riduzione delle scorte militari Usa dovute al conflitto in Medio Oriente
In un’epoca di conflitti che si moltiplicano, una buona notizia, almeno all’apparenza, arriva da un nuovo report dell’intelligence statunitense, il quale sostiene che la Cina non sarebbe pronta a scatenare una guerra per il controllo di Taiwan entro il 2027, una data indicata in precedenza dagli stessi 007 Usa. “I leader cinesi”, si legge infatti nella valutazione annuale delle minacce stilata direttore dell’intelligence nazionale degli Stati Uniti, “non hanno in programma di invadere” il prossimo anno la provincia ribelle, né avrebbero “stabilito una tempistica precisa per il raggiungimento dell’unificazione”.
La conclusione delle spie americane rappresenta un notevole dietrofront sulle valutazioni delle intenzioni di quello che Pechino considera un obiettivo chiave della sua politica estera e militare. A dare la notizia del report Usa è il Wall Street Journal che sottolinea come l’analisi degli 007 è in linea con il tono “conciliante” adottato dall’amministrazione di Donald Trump nei confronti della Cina e del suo presidente Xi Jinping. Il Pentagono, aggiunge il quotidiano finanziario, ha affermato nella sua strategia di difesa nazionale pubblicata a gennaio che l’obiettivo del dipartimento della Guerra è quello di stabilire una “stabilità strategica” nella regione dell’Indo-Pacifico e di allentare le tensioni con il Paese erede del Celeste Impero.






