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20 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 20:48
“Se c’è stata una manina che dice “tiriamo fuori la cosa peggiore sul governo negli ultimi giorni di campagna sul referendum”, gli italiani valuteranno. Sono cose che a volte accadono, l’ho messo in conto”. Nella registrazione dell’intervista con Enrico Mentana al TgLa7, Giorgia Meloni evoca complotti sul caso che sta travolgendo il sottosegretario alla Giustizia del suo partito, Andrea Delmastro, scoperto in affari con la famiglia del prestanome del clan Senese, Mauro Caroccia, in carcere per reati di mafia. La premier non chiarisce di quale “manina” stia parlando, ma ammette che il sottosegretario è stato “leggero” nell’entrare in società con la figlia di Caroccia per gestire un ristorante sulla Tuscolana a Roma: “Ma da qui a dire che è connivente…”, aggiunge. E assicura: “Ovviamente parlerò con Delmastro, con il quale non sono riuscita a parlare. Io guardo i fatti che conosciamo ora e che io conosco dalla stampa, non so da chi li conosca la stampa”.
Meloni ripete la versione fornita già nelle ore precedenti: “Il fatto di Delmastro dice che c’è un sottosegretario di Stato che acquista le quote di un ristorante con dei soci incensurati e che quando scopre che non uno dei soci, ma il padre di uno dei soci, ha problemi con la giustizia, vende quelle quote. Attenzione, non vende quelle quote quando la notizia esce sul giornale, vende le quote quando lo scopre. Se la questione fosse più ampia e ci fossero altri problemi, la magistratura farà il suo corso”. In realtà, come vi abbiamo raccontato sul Fatto, Delmastro è uscito dalla società quando Mauro Caroccia, padre della sua socia Miriam, è stato condannato in via definitiva per intestazione fittizia di beni con aggravante mafiosa. E ci sono tutti gli elementi per dire che il sottosegretario conoscesse Caroccia senior: in una foto del 2023 i due compaiono abbracciati, mentre in un’altra immagine, risalente all’anno scorso, Delmastro compre al tavolo del ristorante di cui era socio, allora gestito proprio da Mauro Caroccia, già condannato in Appello. Al tavolo anche Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministero della Giustizia.












