Una casa circondata da un grande terreno, dove vivono animali e sorge un piccolo ristorante casalingo con alcune camere per gli ospiti.
E' il disegno tratteggiato durante la pandemia da Paolo Catinari, 26enne nato a Fermo e affetto da sindrome di Down.
Paolo non parla, una condizione che lo espone al rischio di isolamento e solitudine.
Ma è determinato e il suo sogno o meglio il suo progetto di vita da condividere con altri, è riuscito ad esprimerlo usando un biro. Con il tempo si è capito che il suo non era un capriccio passeggero, quel desiderio negli anni si è consolidato e, come ha raccontato il papà, Massimo, "è diventata un'idea fissa". La sua famiglia ha deciso di assecondarlo: nel 2022 ha acquistato una proprietà nelle Marche, a Monte Vidon Corrado, un terreno con due ettari di ulivi e un edificio da ristrutturare. È lì che il progetto di Paolo potrà prendere forma visto che ha anche le competenze: il 26enne ha frequentato l'istituto alberghiero ed oggi lavora in un laboratorio di pasta fresca con ristorazione.
L'idea è che quel luogo diventi non solo la sua casa e il suo lavoro, ma anche uno spazio capace di creare opportunità di lavoro per altri, persone con e senza disabilità. "Eppure, come ogni progetto - spiega Associazione Italiana Persone Down (Aipd) che ha raccontato la storia di Paolo - ha bisogno di una rete.







