ROMA. «Sto lavorando a una cosa nuova con Fabrizio Biggio che riguarda I Soliti Idioti. Su quella comicità, su quei personaggi, continuo a lavorare: è sempre una cosa bella poter ridere di quello che vedi e di quello che succede in giro». Lo racconta Francesco Mandelli all'Adnkronos, mentre si prepara al debutto del suo nuovo film Cena di classe (dal 26 marzo in sala con Medusa). I personaggi della serie cult di Mandelli e Biggio stanno per tornare, ma ancora non c'è certezza sul quando: «Stiamo scrivendo, abbiamo un'idea bella che ci piace. In cantiere c'è, si gira sicuramente. Però oggi, con quello che è successo nel mondo del cinema, è più difficile fare film». E qui si lascia andare a una riflessione: «Ogni tanto penso: con tutta la difficoltà che c'è, io oggi ho la possibilità di fare un film da regista. Il mondo gira al contrario. Sono veramente fortunato. In un momento così difficile, la fortuna è doppia. E me la godo doppiamente».

Quando si parla di comicità e politicamente corretto, Mandelli ricorda che lui e Biggio, con I Soliti Idioti, erano "politicamente scorretti anche quando il politicamente scorretto non esisteva. Si poteva dire tutto, e comunque noi eravamo scorretti". Ma chiarisce subito che la provocazione gratuita non gli è mai appartenuta: «Io non ho mai voluto provocare nessuno. Quando faccio una cosa è perché mi fa ridere, non perché penso: “Questa è scorretta, smuove qualcosa”. Quella roba lì non mi appartiene». Il politicamente scorretto, spiega, "è diventato un tema dopo, quando i paletti sono diventati importanti". L'unica cosa che "ho sempre evitato è la volgarità fine a sé stessa. Ruggero De Ceglie (personaggio de I Soliti Idioti, ndr) è il più volgare della comicità italiana, ma lì dentro c'era un rapporto padre-figlio (Gianluca, interpretato da Biggio) e la psicologia di due idioti. Per metterla in scena abbiamo usato quella volgarità. Non mi sono mai chiesto: "È scorretto?”. Mi chiedo: “Sta in piedi? Ha un senso? È intelligente?”. Non lo dico per fare l'intellettuale. Non fai uno sketch sul razzismo: usi il razzismo per fare uno sketch comico, e ridicolizzi il tabù". Oggi però è più difficile. «È più difficile perché non hai più vent'anni, non hai più trent'anni, non hai più la testa completamente libera. Lo sforzo, oggi, è rimanere sedicenni. Rimanere sedicenni con le responsabilità: forse è la cosa più bella del mondo».