Si cresce velocemente, si attraversa una fase di stabilità nell’età adulta e, intorno ai cinquant’anni, si comincia a invecchiare. Secondo uno studio scientifico pubblicato nel 2025 sulla rivista Cell e condotto da scienziati dell’Accademia delle scienze cinese, quello rappresenta il punto di svolta in cui il processo di invecchiamento nell’uomo accelera. Analizzando le proteine presenti nel corpo umano in diverse fasce d’età, i ricercatori hanno osservato un rapido decadimento di tessuti e organi. Tra le componenti che invecchiano più velocemente figurano anche le vene.

Si legge nell’articolo: «Sulla base dei cambiamenti proteici associati all'invecchiamento, abbiamo sviluppato orologi proteomici (termine che indica l’insieme completo delle proteine presenti in un dato momento in strutture viventi, ndr.) dell'età specifici per i tessuti e caratterizzato le traiettorie di invecchiamento a livello degli organi». Prosegue: «L'analisi temporale ha rivelato un punto di flesso dell'invecchiamento intorno ai 50 anni, con i vasi sanguigni che sono un tessuto che invecchia precocemente ed è particolarmente suscettibile all'invecchiamento».

Rispetto ad altri mammiferi, l’uomo ha davanti a sé una vita decisamente lunga. Questo comporta però anche alcuni rischi, tra cui il declino delle funzioni degli organi e una maggiore probabilità di sviluppare malattie croniche. La scelta di studiare i cambiamenti nel tempo delle proteine all’interno degli organi deriva dal fatto che non si conosce ancora in modo completo il meccanismo di invecchiamento di ciascun singolo organo.