Il premier ellenico, Kyriakos Mitsotakis, ha definito l'intercettazione, ieri, di due missili balistici dell'Iran da parte della batteria greca del sistema di difesa aerea Patriot, attualmente impiegato in Arabia Saudita, come "un'azione rigorosamente difensiva nel quadro dell'accordo" tra i due Paesi.
La batteria di Patriot greca si trova in Arabia Saudita dal 2021, nell'ambito di un'iniziativa internazionale di difesa aerea e missilistica a sostegno del Regno.
L'intercettazione è stata definita "un motivo di orgoglio" dal ministro della Difesa ellenico, Nikos Dendias, ma ha scatenato forti reazioni politiche sul piano interno, nonostante il portavoce del governo, Pavlos Marinakis, abbia ribadito che l'azione non implica una partecipazione della Grecia nella guerra in corso.
Queste dichiarazioni "costituiscono una schietta ammissione del coinvolgimento della Grecia" nel conflitto, ha denunciato in un comunicato il partito di sinistra Syriza, ricordando di essersi opposto allo schieramento dei Patriot in Arabia Saudita già nel 2021 e di averne chiesto il ritiro. Anche Michalis Katrinis, responsabile del settore della difesa del partito socialista del Pasok, ha ribadito: "Il governo non sembra affatto comprendere che sia l'accaduto sia la dichiarazione di Dendias equivalgono a un coinvolgimento della Grecia nel conflitto, cosa che il primo ministro aveva escluso".







