Roma, 20 mar. (askanews) – Il Giappone sta accelerando più di qualunque altro grande partner commerciale degli Stati uniti nel trasformare le intese sui dazi con Donald Trump in progetti industriali concreti. Dopo il vertice di ieri alla Casa Bianca tra il presidente americano e la premier Sanae Takaichi, Tokyo ha annunciato una seconda tornata di investimenti e finanziamenti fino a 73 miliardi di dollari, che porta a circa 109 miliardi il valore complessivo dei progetti già messi sul tavolo nelle prime due tranche, cioè quasi un quinto del pacchetto da 550 miliardi concordato nell’accordo quadro bilaterale del luglio 2025.

La nuova tranche si concentra interamente sull’energia e comprende fino a 40 miliardi di dollari per piccoli reattori modulari sviluppati da Ge Vernova Hitachi in Tennessee e Alabama, 17 miliardi per impianti di generazione elettrica a gas in Pennsylvania e altri 16 miliardi per strutture analoghe in Texas.

La prima tranche, annunciata a febbraio, includeva invece un progetto per diamanti sintetici industriali, un’infrastruttura per l’export di greggio statunitense e un progetto di generazione a gas, per un totale di circa 36 miliardi.

E’ proprio questa rapida traduzione dell’intesa in singoli dossier industriali a distinguere il Giappone: la Corea del sud ha approvato solo il 12 marzo la legge necessaria a rendere operativi i suoi impegni da 350 miliardi, mentre l’Unione europea procede ancora su un binario più politico e regolatorio, con un voto del Parlamento europeo arrivato solo ieri per far avanzare la legislazione collegata all’accordo con Washington.