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Un grande combattente che non si è mai arreso al conformismo italiota

Umberto Bossi, padre della Lega, è arrivato al traguardo. Lui, come tutti noi, non poteva vivere in eterno e quindi anche per lui è arrivato il momento di andarsene via. La sua scomparsa farà meno rumore del suo esordio in politica, quando sbaragliò tutte le previsioni, imponendosi come colui che ha cambiato la politica italiana. Noi che lo abbiamo seguito con simpatia, contribuendo ai mutamenti del costume nazionale, non possiamo che rammaricarci di questa perdita che comunque lascerà un vuoto nel nostro Paese, bisognoso tuttora di novità. Umberto aveva un brutto carattere, come tutti quelli che ce l'hanno, ruvido e diretto, al punto che molti lo paragonavano, esagerando, a Silvio Berlusconi. Tra i due c'è stata una intesa politica e umana sincera, due uomini che hanno contribuito ai pochi cambiamenti avvenuti nel Paese.

Fin dall'inizio Umberto ha puntato a cambiare il costume italiano imponendosi come leader nazionale. Personalmente lo conobbi fin dai tempi del suo esordio nell'agone politico e compresi subito che avrebbe comunque cambiato le usanze del Paese. Con lui è mutato il modo di pensare, soprattutto dei cittadini del nord.