Il prezzo del gas in Europa sale a livelli che non si vedevano da tre anni. Torna così la paura dell’effetto Ucraina sui mercati del Vecchio Continente (ieri ancora giù tutte le Borse europee) e di riflesso tra cittadini e imprese. Dopo l’attacco iraniano a Ras Laffan in Qatar, il più grande impianto di produzione di gas naturale liquefatto (Gnl) al mondo, il prezzo del metano al Ttf di Amsterdam ieri è volato oltre quota 70 euro al megawattora (con un aumento del 35%), per poi ripiegare e chiudere a 60,9 (+11,5%). Certo, nulla in confronto ai 350 euro al megawattora sfiorati nel 2022 con lo scoppio della guerra russo-ucraina. Ma comunque un livello preoccupante. Stabile, invece, il prezzo del petrolio, con il Brent, principale indice mondiale per il greggio, che dopo aver sfiorato i 120 dollari al barile dopo la notizia degli attacchi, è sceso a quota 107 (+0,3%). Ieri Francoforte ha ceduto il 2,8%, Londra il 2,3%, Milano il 2,3%, Madrid il 2,2% e Parigi il 2%. I listini europei hanno così mandato in fumo oltre 420 miliardi di potenziale capitalizzazione. Dall’inizio della guerra in Iran a fine febbraio sono stati così persi oltre 2mila miliardi. Solo in lieve calo, invece, Wall Street, con il Dow Jones che ha perso lo 0,4% e l’S&P500 lo 0,2%.
Guerra Iran, sale la tensione sui mercati e balza il prezzo del gas. Le Borse europee in rosso
Il prezzo del gas in Europa sale a livelli che non si vedevano da tre anni. Torna così la paura dell’effetto Ucraina sui mercati del Vecchio Continente (ieri ancora giù tutte...









