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Il referendum viene descritto è un passaggio decisivo per rendere la giustizia più imparziale ed efficiente, soprattutto nei casi di violenza di genere, dove fiducia nelle istituzioni e tutela concreta delle donne diventano centrali
Ci sono momenti in cui il voto non è soltanto una scelta politica, ma diventa un gesto di coscienza. Il referendum di domenica e lunedì è uno di questi momenti. Per molte donne italiane il rapporto con la giustizia non è una questione astratta, è il luogo in cui si cerca ascolto, protezione, riconoscimento della propria dignità dopo aver subito violenza o discriminazione. Per questo sentiamo il dovere di partecipare a questo passaggio democratico con responsabilità e con una posizione chiara. Votare Sì significa scommettere su una giustizia più trasparente, più equilibrata e più vicina alle persone.
Chi lavora ogni giorno accanto alle donne che denunciano violenze sa quanto sia fragile la fiducia nelle istituzioni. La libertà non è solo un principio, è la possibilità concreta di vivere senza paura e di trovare nello Stato un alleato, non un ostacolo. Eppure spesso il percorso giudiziario può diventare lungo, complesso e persino doloroso, fino a trasformarsi in una seconda ferita che molte donne definiscono violenza istituzionale.






