Nell’androne del palazzo di via Capelli, di fianco alle scale, c’è il passeggino sul quale ogni tanto, in questi giorni, la zia portava a spasso il nipote di appena undici mesi. È la stessa zia che, martedì poco prima delle 20, ha chiamato disperata il 118: «Venite in via Capelli, ho un piccolo qui con me e non respira più. ..».

La trachea ostruita dal cibo

Il bimbo aveva la trachea ostruita da un boccone di cibo, come appureranno più tardi i medici dell’ospedale Maria Vittoria dove è arrivato in arresto cardiaco ed è morto poco dopo. Ma i professionisti dell’èquipe del 118 hanno davvero provato di tutto per cercare di salvare il piccolino. Quasi mezz’ora di tentativi disperati di rianimazione, dall’appartamento al quinto piano di via Capelli, nel cuore di Parella, poi a bordo dell’ambulanza che correva verso il pronto soccorso del Maria Vittoria con le volanti della polizia che aprivano la strada. In ospedale le manovre sono continuate fino a quando è stato evidente che il cuore del piccolo non avrebbe mai più ripreso a battere. Questo anche se ora sarà l’autopsia a chiarire le cause esatte che hanno provocato il decesso e capire cosa il bimbo abbia ingoiato senza riuscire a trangugiarlo e morendo asfissiato.