Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 6:00
La settimana scorsa, l’intervista di El Pais a Matteo Renzi è passata subito in cavalleria, ma meritava senz’altro maggior attenzione: era un campionario di bubbole che lasciava sbigottito anche chi abbia ormai imparato a conoscere il Bomba come l’imbonitore da fiera che è. Per capire con che animo sereno sto vergando questa noterella, basti dire che, se qualcuno conversasse con me usando i sofismi e la sicumera di Renzi, lo prenderei a ceffoni seduta stante, così imparerebbe cosa può succedere a prendere per il culo la gente: una lezione che i suoi genitori, evidentemente, non gli hanno impartito, né i suoi amici, nell’infanzia, quando tanta parte della personalità di un individuo si forgia. Non mi resta, ahimè!, che glossarne le stronzate.
1) Renzi dice che non stima Donald Trump e lo considera incoerente; allo stesso tempo sostiene l’attacco militare statunitense e l’uso delle basi europee. Ma se il leader è inaffidabile, non si capisce perché le sue scelte strategiche dovrebbero essere condivise.
2) Renzi dice che il diritto internazionale “si applica sempre o non si applica mai”, ma contemporaneamente giustifica l’attacco all’Iran che, secondo i principi Onu, sarebbe legittimo solo in caso di autodifesa immediata o con mandato del Consiglio di sicurezza. L’attacco all’Iran viola proprio il diritto internazionale che Renzi invoca.






