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Ultimo aggiornamento: 23:17
“La Costituzione nata dalla Resistenza e non deve essere cancellata dalla desistenza”. Con questa frase il giornalista Luca Sommi conclude il suo intervento alla maratona “La Costituzione è nostra”, al Teatro Italia di Roma. L’evento, organizzato nell’ambito della mobilitazione per il No al referendum sulla giustizia in programma il 22 e 23 marzo, vede Sommi ripercorrere con passione la genesi e il valore profondo della Carta costituzionale, opponendosi a qualsiasi modifica percepita come snaturante.
Il giornalista parte da una citazione attribuita a Giuseppe Verdi, “Tornare al passato sarà un successo”, per introdurre il tema della fedeltà allo spirito dei padri costituenti.
“Se prendiamo le parole dei padri e delle madri costituenti, sentiamo la valenza di queste parole, non soltanto sostanziale, ma anche formale – afferma il giornalista, citando subito Piero Calamandrei – ‘Quando si mette mano alla Costituzione, il governo non deve neanche sedere sugli scranni del Parlamento’. Perché? Perché deve negare la sua prossimità con la riforma che è affare dell’apparato legislativo, del Parlamento. Vedete invece che negli ultimi anni è il governo che si intesta la riforma costituzionale. Addirittura c’è stato un presidente del Consiglio (Matteo Renzi, ndr) che non si era intestato la riforma costituzionale sul proprio governo, ma sulla sua carriera politica. Poi è ancora lì, ma questo è un altro discorso”.








