Ben prima ancora di conquistare la prima vittoria di Formula 1 in Cina, Andrea Kimi Antonelli aveva dovuto affrontare una prova molto diversa da quelle a cui è abituato sui circuiti: prendere la patente. Un dettaglio curioso se si pensa che fino allo scorso anno il talento italiano, già considerato uno dei più promettenti della nuova generazione, non aveva ancora il documento necessario per guidare regolarmente su strada.
Il suo debutto nel Mondiale è arrivato a Melbourne l’anno scorso, ma poche settimane prima il giovane pilota era stato impegnato in una scena insolita: al volante di una Volkswagen Golf grigia con cambio manuale, doppi pedali e adesivo da scuola guida, durante l’esame sostenuto alla Motorizzazione di San Marino. A ricordare quel momento è l’ingegnere Sara Giusti, che lo seguì da vicino durante la prova: “Quando si è presentato alla Motorizzazione di San Marino era tesissimo — ha raccontato la donna alla Gazzetta dello Sport —. Aveva studiato le regole dai libri, ma il quiz è un ostacolo per tutti. Prima di cominciare il test su strada doveva superare quello teorico. Ha sbagliato una sola risposta sulle luci di stazionamento. D’altronde, in pista si corre, non c’è mica da fermarsi”.












