Il 19 febbraio, alle 16,31, il boss Bernardo Pace detto “Dino”, 61 anni, rompe il silenzio con i pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane. Lui, uno dei vertici del Sistema mafioso lombardo, l’alleanza tra mafie in Lombardia, decide di parlare. Le sue parole vengono considerate dirompenti. Meno di un mese dopo, viene trovato morto in carcere a Torino. Ufficialmente si è impiccato ma le indagini sono in corso. Una scomparsa misteriosa. Oltre al successivo (e ultimo) verbale del 24 febbraio, queste sono le sue ultime parole da vivo.
Processo Hydra, condanne a 500 anni di carcere per il “Sistema mafioso lombardo”
di Ilaria Carra, Massimo Pisa
“L’associazione c’era. Appartengo al padrino Errante Parrino”, l’uomo di Messina Denaro
"Non so né leggere ne scrivere. Non ho nemmeno la licenza elementare”, premette. “Sono pentito per tutta questa faccenda e dissociarmi di tutto e per tutto, per ripulirmi la coscienza, per i miei figli, per i miei nipoti, per tirarmi fuori da tutta questa...Quell’associazione (il Sistema, ndr) esiste, sì. Appartengo al padrino Paolo Errante Parrino, e quindi al mandamento di Castelvetrano. Eravamo molti amici, sì, perché facevamo degli affari fini”. Parrino, l’uomo di Matteo Messina Denaro. Pace può parlare anche di questo? “Certo. Io non l’ho mai visto. Veniva a Milano e si vedevano allo studio dell'avvocato di zio Paolo”. Fa il nome dell’avvocato Giovanni Bosco, cognato di Parrino, deceduto.









