Bilbao, 19 mar. (askanews) – Le mostre del Guggenheim di Bilbao hanno spesso la capacità di raccontare gli artisti andando oltre i loro lavori più noti e riconosciuti, trovando il modo di ampliare sempre la narrazione. Succede anche con la retrospettiva dedicata a Ruth Asawa, artista californiana che ha segnato il Novecento con una serie di sperimentazioni ad ampio spettro, ma che al grande pubblico è nota soprattutto per le sue sculture sospese.
“Si è trasferita a San Francisco nel 1949 – ha detto ad askanews Janet Bishop, curatrice capo del Museo of Modern Art di San Francisco e co-curatrice della mostra – e nel corso degli anni Cinquanta ha sviluppato il suo famosissimo stile, il filo metallico intrecciato, che è diventato l’elemento fondamentale delle sue sculture a più livelli che sono qualcosa di abbastanza straordinario”.
Guardando queste opere si sente la consapevolezza dell’artista, il suo avere assunto e interpretato, per esempio, la lezione di Joseph Albers, che di Asawa era stato docente e mentore, ma anche la capacità di creare con il filo forme pittoriche e naturali, sempre in gioco con le ombre e la fondamentale inafferrabilità dell’arte. Ma la mostra documenta anche l’importanza del disegno nel suo lavoro.






