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Gli errori giudiziari sono mille all'anno, colpa di giudici appiattiti sui pm. Le ricadute sul piano economico pesano tra il 2% e il 5% del Prodotto interno lordo
Quanti sono gli errori giudiziari in Italia? E quanto pesano sul Pil? Benedetto Lattanzi e Valentino Maimone con l'associazione Errorigiudiziari.com da 25 anni analizzano ed elaborano i dati, finiti nel libro Innocenti (Giappichelli). Dal 1991 al 31 ottobre 2025 i casi sono stati 32.484: in media, poco più di 928 l'anno. La spesa dello Stato tra indennizzi e risarcimenti è spaventosa: poco più di 1 miliardo di euro (per la precisione qualcosa come 1.011.525.925), 29 milioni in media l'anno, senza contare quelli dal 2023 al 2025, non ancora pubblicati.
La malagiustizia è figlia di una subalternità dei giudici ai pm in cambio di reciproci vantaggi per le carriere e le nomine e una sostanziale impunità davanti al Csm, lo dicono le fredde statistiche. Poi c'è un effetto anche sull'economia: il costo di una giustizia che non funziona è di 40 miliardi di euro di Pil persi ogni anno, tra il 2 e il 5% della ricchezza prodotta, secondo quanto dice l'Ufficio studi di Confindustria e quanto ha ribadito recentemente il Guardasigilli Carlo Nordio.







