Un giudice federale ha ordinato all’amministrazione Trump di ripristinare le attività di Voice of America, l’emittente pubblica statunitense, dopo che era stata di fatto chiusa un anno fa, riportando, così, al lavoro mille dipendenti che erano stati messi in congedo amministrativo.

L’emittente era stata smantellata quasi completamente l’anno scorso per effetto di una serie di provvedimenti presi dall’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che avevano colpito anche altri media finanziati dal governo statunitense. L’emittente ha continuato a operare con un organico ridotto all’osso.

“Voice of America non va chiusa, 1000 persone da riassumere”

Il giudice della U.S. District Court Royce C. Lamberth, il 17 marzo scorso, ha dato alla U.S. Agency for Global Media, l’ente madre della testata, una settimana di tempo per preparare un piano che consenta a Voice of America di tornare in onda. Lamberth aveva affermato che Kari Lake, che Trump aveva scelto per guidare l’agenzia, non aveva l’autorità legale per fare ciò che aveva fatto a Voice of America. Nella decisione di due giorni fa, Lamberth si è pronunciato sulle misure adottate da Lake in risposta all’ordine di Trump, che avevano di fatto messo in congedo 1.042 dei suoi 1.147 dipendenti.