Un vero e proprio terremoto giudiziario e d’immagine sta per abbattersi in via definitiva sulla famiglia reale norvegese. Al termine di un delicatissimo processo durato sette settimane, la procura di Oslo ha formulato la sua richiesta di pena per Marius Borg Høiby: sette anni e sette mesi di reclusione. Il ventinovenne è il primogenito della principessa ereditaria Mette-Marit (nato dalla sua precedente e breve relazione con l’uomo d’affari Morten Borg) e figliastro del futuro re, il principe Haakon. Pur non essendo formalmente un membro della casa reale, le sue vicende personali — aggravate dalla recente scoperta del suo nome all’interno di centinaia di documenti legati ai controversi “file Epstein” — hanno inferto un colpo durissimo alla credibilità della monarchia scandinava.
La lista nera: dallo stupro ai 3,5 kg di marijuana
L’elenco delle accuse mosse a carico di Høiby è una lunga lista che comprende tra i 38 e i 40 capi d’imputazione. Il quadro tracciato dagli inquirenti, che in linea teorica prevedeva una pena massima complessiva fino a 16 anni, spazia dai reati legati agli stupefacenti (è accusato del trasporto di ben 3,5 chili di marijuana) alle violazioni del codice della strada, fino a reati contro la persona di estrema gravità. Il giovane è infatti chiamato a rispondere di maltrattamenti in famiglia ai danni di un’ex compagna, atti di violenza, minacce di morte e, accusa ben più pesante, dello stupro di quattro donne che, secondo l’impianto accusatorio, si trovavano in condizioni tali da non poter opporre alcuna resistenza.










