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Ultimo aggiornamento: 8:08

Le visite fiscali seguono le stesse regole quando il dipendente lavora in smart working o in presenza: quando è in malattia deve essere reperibile presso l’indirizzo indicato sul certificato medico. Da un punto di vista pratico non ci sono differenze tra chi lavora per il pubblico o per il privato, se ci si deve recare in azienda o se si è concordato il telelavoro. È obbligatorio rispettare le fasce di reperibilità: tra le 10 e le 12 del mattino e tra le 17 e le 19 del pomeriggio – tutti i giorni, anche il sabato, la domenica e i festivi – è necessario farsi trovare in casa.

Da un punto di vista strettamente giuridico lo smart working e la malattia sono due stati giuridici incompatibili tra loro. Per chi è ufficialmente in malattia la prestazione lavorativa è sospesa per legge: durante il periodo coperto da certificato medico, non è possibile svolgere alcuna attività lavorativa, nemmeno da casa. Lo smart working è una modalità di esecuzione del lavoro, mentre la malattia è una causa di giustificata assenza per incapacità temporanea.

Questo significa che non è possibile lavorare “solo un po’” mentre si è in malattia: nel caso in cui il dipendente venga trovato a lavorare nel corso di una visita fiscale, l’Inps può contestare lo stato di inabilità temporanea e annullare completamente l’indennità.