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Ultimo aggiornamento: 8:07
Mohammad Nazeer Paktiawal, afghano, 41 anni, è morto sotto custodia dell’Ice, l’Immigration custom enforcement, un giorno dopo il suo arresto. È il 41esimo caso negli ultimi quattordici mesi. “Era stato sotto custodia dell’Ice per un giorno”, ha ammesso in una nota la controversa agenzia federale, assicurando “indagini in corso” per accertare le cause del decesso. Paktiawal – di fede islamica, sposato, padre di sei figli – è stato arrestato venerdì 13 marzo vicino a casa sua, a Richardson (Texas) e recluso in un centro di detenzione di Dallas. Secondo l’Ice l’afghano “non ha fornito informazioni su antecedenti sanitari” al momento della sua detenzione. Tuttavia, poche ore dopo l’arresto, il 41enne cominciava a presentare “dolore al petto” e “fatica a respirare”. In seguito è stato trasferito nell’Hospital Parkland di Dallas, dove è deceduto il giorno dopo. “La sua lingua si era infiammata” mentre faceva colazione e, “dopo diversi tentativi” di rianimazione, “è stato dichiarato morto alle 9.10”.
Paktiawal era arrivato negli Stati Uniti il 21 agosto 2021, dopo la presa di Kabul per mano dei Talebani. Come altri 190mila afghani in Usa, il 41enne è stato costretto a fuggire da eventuali violenze e rappresaglie perché era stato al servizio delle forze statunitensi in Afghanistan. Per questo motivo le autorità federali gli avevano concesso l’Humanitarian Parole, nell’ambito dell’Operation Allies Refuge che risulta scaduto da agosto 2025.






