BOLOGNA – Erano in trentamila a maggio, saranno in 3435 stasera a riempire il settore ospiti. La città si muove ancora, pur in maniera ridotta rispetto alla finale di Coppa Italia di un anno fa. Una curva tutta per sé stavolta il Bologna non può averla, anzi, l’Olimpico si annuncia caldo con quasi 70mila spettatori e la Sud che chiama all’appello i romanisti. «Nessuno può tirarsi indietro, dobbiamo stordirli coi nostri cori, è il momento di tornare a fare capire agli avversari cosa vuol dire giocare all’Olimpico», caricano gli ultras, che preparano una grande coreografia prematch.
C’è attenzione anche sul fronte sicurezza, e non ci sarà un punto di ritrovo o fan zone dedicata ai tifosi rossoblù come nelle altre trasferte europee o nel lungo prepartita di Coppa Italia a Ponte Milvio, zona oggi giallorossa. I 3.435 si troveranno direttamente allo stadio, molti partiranno stamattina da Bologna con una ventina di pullman da 39 posti ciascuno organizzati dal coordinamento del Centro Bologna Clubs e dai gruppi ultras, con rientro in nottata. Il resto andrà in auto o treno, tra chi è partito ieri e chi farà tutto in giornata. Tra questi Alberto Cazzola de Lo Stato Sociale, che dopo aver esultato a maggio all’Olimpico torna sul luogo del delitto. «Il Bologna ci sta dando tanto ma anche chiedendo tanto in termini di presenze, io sono riuscito a prendere i biglietti all’ultimo incastrando impegni e discutendo con mia moglie, ma è la partita più importante della stagione e non posso mancare», dice il musicista, che arriverà stasera in treno e poi rientrerà a Bologna in furgoncino col gruppo di amici con cui era all’Olimpico a maggio. «Sto vivendo la vigilia con una tensione simile, la sensazione è quella di una quasi finale per come s’è messo il campionato». Verso il forfait Cesare Cremonini, al lavoro in studio, e Gianni Morandi, a sua volta con impegni a Milano. Ma non sarebbe la prima volta in cui i loro piani cambiano all’ultimo per amore del rossoblù.













