«Sono cresciute veloci le foglie sull’albero delle noci […] E nel mio cuore di padre il desiderio adesso è chiuso a chiave» canta Brunori Sas. Canzoni, ricordi, letterine, lavoretti nelle scuole e gadget da comprare. In Italia oggi, 19 marzo, è di nuovo la festa del papà. Un rito da celebrare in famiglia che affonda le proprie radici lontano nel tempo. La data coincide infatti con quella della celebrazione di San Giuseppe, padre putativo di Gesù secondo la tradizione cattolica. Fu papa Sisto IV a inserire la festività nel calendario romano, nel 1479. Ma si dovette aspettare ancora quattro secoli per vedere San Giuseppe proclamato protettore dei padri di famiglia e patrono della Chiesa Universale (1871). Mentre la festa moderna sarebbe nata nel 1910 negli Stati Uniti grazie a Sonora Smart Dodd, che voleva onorare il padre veterano di guerra che l'aveva cresciuta da solo, dopo la morte di sua madre.
La storia
Zeppole di San Giuseppe, all'origine del dolce simbolo della festa del papà
I dolci della tradizione
La festa del papà è un’occasione per dimostrare amore con bigliettini e frasi di auguri, ma anche con alcune ricette della tradizione. Come le famose zeppole di San Giuseppe, frittelle farcite con crema e marmellata di amarene. Si preparano il 19 marzo perché si dice che dopo la fuga in Egitto, per scampare alle persecuzioni di re Erode, Giuseppe fu costretto a vendere dei dolci per mantenere la sua famiglia in terra straniera. A ogni regione però il suo. In Toscana e in Umbria, per esempio, l’usanza vuole che si preparino le frittelle di riso cotto nel latte e aromatizzato con spezie e liquore. In più, non è da dimenticare che la figura di San Giuseppe è associata al padre per eccellenza, che nella tradizione popolare protegge anche gli orfani, le giovani nubili e i più sfortunati. Proprio per questo motivo, in alcune zone della Sicilia il 19 marzo è tradizione invitare i poveri a pranzo.











