SEREN DEL GRAPPA (BELLUNO) - La condizione del fondo nevoso è stata alla base dell’incidente che è costato la vita a Paolo Pagan. L’uomo, 67 anni, residente a Chioggia, martedì si trovava sul Massiccio del Grappa per un’escursione insieme a cinque amici: una tranquilla uscita all’aria aperta per godersi l’ultima neve in quota su una montagna che fu teatro delle sanguinose battaglie della Grande Guerra. Purtroppo proprio la neve lo ha tradito e lo scivolamento lungo un canalone si è rivelato fatale per Pagan, motorista Actv da pochi anni in pensione e con una grande passione per la montagna e lo sport. Ogni ambiente montano nasconde insidie, grandi o piccole che siano, e anche il Massiccio del Grappa non fa eccezione. «Con la neve – spiega Stefano Zannini, responsabile della Commissione sentieri della Sezione Cai di Feltre – gli scenari cambiano radicalmente. Sabato scorso ha nevicato in quota: una neve "pesante" mista a pioggia. A questo si sono aggiunte le basse temperature dei giorni successivi che hanno creato un fondo particolarmente ghiacciato».

Paolo Pagan muore precipitando sul Grappa: «Era consapevole dei rischi della montagna»

Il gruppo aveva lasciato l’auto nei pressi del Rifugio Bassano (1750 metri), sul versante sud del massiccio, elemento importante in questo caso, e si era diretto verso Malga Valpore di Cima (1457 metri), per poi puntare a Malga Murelon Scopel (1483 metri), nelle vicinanze di Col dell’Orso (1670 metri). Finché il sentiero era esposto a sud non si sono registrati particolari problemi di stabilità, con il piede che affondava nella neve. Diversa, invece, la situazione sul versante nord del tracciato: «A sud si trovano determinate condizioni del fondo nevoso – prosegue Zannini – ma quando si passa a nord tutto può cambiare e le difficoltà aumentano, soprattutto per la presenza di ghiaccio. La montagna è un ambiente complesso: ci sono sentieri sicuri in estate e meno in inverno, ma talvolta anche il contrario».