Un cittadino svedese che si trovava in carcere in Iran è stato giustiziato nelle prime ore di oggi. Lo ha reso noto la ministra degli Affari esteri di Stoccolma, Maria Malmer Stenergard, in un comunicato diffuso dai media svedesi. «È con profondo sgomento che ho appreso dell'esecuzione di un cittadino svedese in Iran. Il mio pensiero va ai familiari in Svezia e in Iran in questo momento difficile», ha affermato definendo la pena di morte una punizione «disumana, crudele e irreversibile».

Secondo Mizan Online, affiliato alla magistratura iraniana, all’alba è stato giustiziato Kourosh Keyvani, che era stato condannato a morte per «spionaggio a favore di Israele». Keyvani era stato arrestato il quarto giorno della cosiddetta Guerra dei 12 giorni dall'intelligence dei Guardiani della Rivoluzione. L'Iran non riconosce la doppia cittadinanza di un individuo. Il sito riporta anche i dettagli dei suoi incontri con agenti del Mossad e afferma che Keyvani aveva ricevuto addestramento in «sei paesi europei e Tel Aviv». Si tratta del primo annuncio pubblico di un'esecuzione dall'inizio della guerra, il 28 febbraio scorso.

Dall'arresto dell'uomo, avvenuto nel giugno del 2025, la Svezia ha «ripetutamente sollevato la questione a vari livelli con i rappresentanti iraniani», ha aggiunto «in questi contatti, abbiamo sottolineato l'aspettativa della Svezia che il nostro cittadino ricevesse un processo equo e non fosse condannato a morte». «È evidente che il procedimento legale che ha portato all'esecuzione del cittadino svedese non si è svolto nel rispetto dello stato di diritto», ha concluso il ministro che non ha rivelato l'identità del cittadino giustiziato.