Roma, 18 mar. (askanews) – Il vertice alla Casa Bianca tra il presidente degli Stati uniti Donald Trump e la premier giapponese Sanae Takaichi si annuncia come un passaggio delicato, segnato dalle pressioni americane su Tokyo per un coinvolgimento nello Stretto di Hormuz.
Trump sarebbe intenzionato a chiedere al Giappone di inviare dragamine e forze marittime per contribuire alla riapertura dello stretto, mentre il conflitto in Medio Oriente entra nella terza settimana.
La richiesta si inserisce in un rapporto personale rafforzato negli ultimi mesi tra i due leader, caratterizzato da affinità politiche e relazioni cordiali, ma che ora rischia di essere messo alla prova dalle divergenze strategiche.
Per il Giappone, la questione è particolarmente sensibile sia sul piano politico sia su quello energetico. Il paese importa quasi tutta l’energia che consuma e circa il 95% del petrolio proviene dal Medio Oriente, rendendolo altamente esposto alle tensioni nella regione.
Takaichi si trova tuttavia in una posizione complessa, vincolata dalla Costituzione pacifista – scritta proprio dagli statunitensi dopo la fine della Seconda guerra mondiale – e da una forte opposizione interna. Secondo un recente sondaggio, solo il 9% dei giapponesi sostiene l’azione militare di Stati uniti e Israele contro l’Iran.













