Per quasi dieci anni milioni di persone hanno inseguito Pikachu, Snorlax e Charizard per le strade delle città, nei parchi e davanti a monumenti, negozi e piazze. Ora emerge che una parte di quelle attività non ha alimentato soltanto uno dei giochi più famosi di sempre, ma anche una gigantesca infrastruttura tecnologica destinata a un uso molto diverso: la navigazione dei robot per le consegne urbane. Secondo quanto dichiarato da Niantic Spatial, la società nata dopo la riorganizzazione delle attività di Niantic, il suo Large Geospatial Model, cioè un grande modello geospaziale, è costruito su oltre 30 miliardi di immagini raccolte in milioni di luoghi nel mondo.

Questa massa di dati deriva in larga parte proprio dall’ecosistema dei giochi Niantic, in primis Pokémon Go. La tecnologia serve oggi a far funzionare meglio il Visual Positioning System, un sistema di posizionamento visivo che permette a un dispositivo o a un robot di capire dove si trova osservando edifici, punti di riferimento e dettagli dell’ambiente circostante, con una precisione molto maggiore del normale GPS in diversi contesti urbani.

La trasformazione da videogioco a infrastruttura per la robotica è diventata realtà qualche settimana fa, quando Coco Robotics e Niantic Spatial hanno annunciato una partnership ufficiale. Coco, che sviluppa robot per la consegna dell’ultimo miglio, userà la piattaforma di Niantic Spatial come componente centrale della propria navigazione. Nella nota congiunta, le due aziende spiegano che la tecnologia sarà impiegata per migliorare la localizzazione nei punti in cui il GPS diventa meno affidabile, come nelle strade strette tra edifici alti e aree complesse di ritiro e consegna.