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18 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 11:25
Il Senegal abbandona il campo dopo un rigore assegnato al Marocco all’ultimo secondo, 23 minuti di recupero nei tempi regolamentari, tempo totale di quasi tre ore, poi il ribaltone “a tavolino“ dopo due mesi. E no, la finale di Coppa d’Africa 2025 non è ancora finita. Perché dopo la vittoria a tavolino del Marocco – comunicata dalla Caf ieri sera, che ha accolto il reclamo della nazionale marocchina – il Senegal ha dichiarato che presenterà ricorso contro la decisione della Commissione d’appello della Confederazione africana. Ad annunciarlo è stato Abdoulaye Seydou Sow, segretario generale della Federcalcio senegalese: “Non ci tireremo indietro. La legge è dalla nostra parte”, ha detto Sow all’emittente pubblica Radiodiffusion Télévision Sénégalaise, definendo la sentenza una “vergogna per l’Africa“. “Questa decisione è una farsa che non poggia su alcuna base giuridica. Abbiamo avuto l’impressione che la commissione non fosse lì per applicare la legge, ma per eseguire un ordine“, ha aggiunto il segretario generale della Federcalcio senegalese.
Una delle vie possibili per presentare ricorso – che è anche quella che il Senegal percorrerà – è il Tribunale Arbitrale dello Sport (Tas), un organismo indipendente con sede a Losanna, in Svizzera, che risolve le controversie sportive attraverso l’arbitrato o la mediazione. Questa via richiede però in genere circa un anno per giungere a un verdetto, molto tempo dopo che entrambe le squadre avranno disputato i Mondiali del 2026, ospitati congiuntamente da Stati Uniti, Canada e Messico. E proprio il Tas potrebbe rigettare la sentenza della Caf e riconsegnare la coppa al Senegal. Insomma, una questione tutt’altro che finita.













