Svolta pop, anzi “Pulp”, per la campagna del sì. Giorgia Meloni cala la carta Fedez. La premier si è seduta con il rapper meneghino e la sua spalla “Marra” per una puntata di Pulp Podcast. Cardigan color panna e bloc notes alla mano si è concessa per un’ora di intervista a tutto tondo con l’ex Mister Ferragni.

La riforma della giustizia al centro, la guerra in Iran e i servizi segreti: menù vastissimo con qualche notizia tra una portata e l’altra. Nell’ospitata da Fedez Meloni promette una svolta nella scelta dei membri laici del Csm, qualora dovesse passare il Sì al referendum. «La lista dei candidati per i membri laici del Consiglio superiore della magistratura «dovrà essere costruita insieme all’opposizione». Ovvero? «Per la lista dei candidati per i membri laici del Csm «io voglio mantenere la soglia dei tre quinti, perché significa che nessuna maggioranza potrà decidere da sola» annuncia la leader del governo nella puntata che sarà disponibile questo pomeriggio. Separare le carriere di giudici e pm, aggiunge, «significa rafforzare il principio costituzionale del giudice terzo e imparziale». Il blitz al podcast di Fedez e Marra, anticipato dal Fatto, è già un caso politico. Con le opposizioni all’attacco contro «l’ennesima» ospitata «senza contraddittorio» di Meloni a tre giorni dal voto sulla giustizia. Affonda il colpo la segretaria del Pd Elly Schlein ai microfoni del Tg1 lamentando una campagna della destra dai toni lontani dal fair play istituzionale chiesto dal Quirinale: «La destra non ha ascoltato e l'appello di Mattarella ed è incredibile che la presidente del Consiglio abbia detto cose come 'se vince il no ci saranno più stupratori liberi per strada’». In un comunicato il duo di Pulp Podcast difende l’invito alla presidente del Consiglio. «Al netto di degli articoli che stanno uscendo, che ovviamente usciranno, dandoci per degli asserviti al potere, abbiamo invitato Di Pietro e soprattutto abbiamo inviato delle e-mail prima di girare questa puntata sia alla segreteria Schlein del Pd, a Conte del M5s» spiega il rapper di Rozzano in un audio per i fan del podcast. Invito declinato da Schlein e ignorato da Conte, aggiunge. Meloni invece ha accettato di buon grado. E anzi ha cercato questa virata pop della campagna referendaria a un passo dal traguardo e dietro l’ospitata c’è al solito lo zampino di Tommaso Longobardi, il fedelissimo consigliere per la comunicazione della leader di Fratelli d’Italia. Che ha lavorato al “colpaccio”: mettere intorno allo stesso tavolo Meloni e Fedez, che solo due anni fa strappava in diretta a Sanremo una vecchia foto di Galeazzo Bignami vestito da nazista per carnevale.