Èun viaggio tra geografie reali e immaginarie, tra suoni raccolti lungo le rotte del Mediterraneo e riflessioni sul presente, quello intrapreso dai Subsonica per il nuovo album 'Terre Rare', in uscita il 20 marzo, undicesimo lavoro in studio della band torinese.
Il disco arriva a trent'anni dalla nascita del gruppo e segna anche una nuova tappa del percorso musicale condiviso da Samuel, Boosta, Max, Ninja e Vicio.
"Le scelte dei Subsonica non si sono mai basate sulla semplicità - ha raccontato Samuel - e non abbiamo mai fatto musica per diventare famosi ma per raccontarci. Da 'Realtà Aumentata' è successo qualcosa nella band: una sorta di nuovo inizio, perché non abbiamo più l'occhio puntato alla classifica. Quando una band riesce ad avere questa longevità e si toglie la vestaglia che le è stata buttata addosso, succedono cose incredibili". Anticipato dai singoli 'Radio Mogadiscio' e 'Il Tempo in me', 'Terre Rare' è composto da dodici brani che non rincorrono la hit, ma filano un tessuto sonoro stratificato e imprevedibile, tra elettronica, strumenti raccolti durante i viaggi e suggestioni provenienti dall'altra sponda del Mediterraneo, tra deserti reali e simbolici. "Se dovessimo adeguare le nostre scelte alle esigenze quantitative - ha commentato Max Casacci - dovremmo amputare la nostra capacità e voglia di fare musica. Consideriamo la musica non come una professione, ma come uno strumento di connessione e il dovere di un artista è portare altrove chi ascolta, non inseguirlo nei suoi gusti". Nel nuovo lavoro della band, come da sempre per i Subsonica, anche la voce diventa parte integrante del tessuto sonoro.








