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18 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 8:01
Dopo il 7 ottobre 2023, la popolazione di Gaza è stata costretta ad adattarsi a una routine fatta di taniche, vecchie bottiglie di plastica e secchi consumati. Tutti i giorni migliaia di palestinesi si mettono in fila per ore, uomini, donne e bambini, per raggiungere le autocisterne, riempire quel che si ha e recuperare così l’acqua da bere e per lavarsi. Ogni famiglia sa che dall’arrivo di quelle autobotti dipende la propria sopravvivenza.
L’80% delle reti idriche della Striscia è distrutto e nel Nord gli abitanti hanno a disposizione meno di 3 litri d’acqua a testa al giorno. Ossia un quinto della quantità minima raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, e molto meno di quanto consumiamo noi in pochi minuti di banali attività quotidiane.






