TREVISO - Aveva scoperto la malattia il 28 febbraio. «Ma non voglio che i miei figli mi vedano soffrire». Così aveva detto al marito Laura Andreazza, 47enne trevigiana, dopo che le era stato diagnosticato un tumore al rene destro. Il decorso però è stato velocissimo. Ed è mancata in ospedale la scorsa domenica, lasciando la sua famiglia nel dolore. «Siamo sconvolti, senza parole», afferma con un filo di voce il marito Renato.
Laura, da sempre residente a Treviso, lavorava per la banca Intesa San Paolo: era direttrice del settore “family banker” di diverse filiali. Era partita dalla città, per poi spostarsi a Oderzo, Preganziol fino a Venezia. Nell’ultimo periodo, infatti, seguiva lo stesso settore in alcune sedi di San Donà, Jesolo e Portogruaro. «Era una persona generosa, aperta e solare - la descrive Renato -. Era facile entrare in sintonia con lei. Sapeva farsi voler bene, nella vita e nel lavoro». I due figli, Virginia di 13 anni e Vittorio di 11, il centro del suo mondo. «Teneva molto a loro, al fatto che apprezzassero l’arte e la cultura. Li portava ai musei e li esortava ad imparare, ad esplorare il mondo».
Tutto andava per il meglio, fino ai primi di giorni di febbraio. «Avvertiva dolore allo stomaco», ricorda il marito. Un dolore sempre più forte con il passare dei giorni, tanto da avere anche difficoltà a mangiare. «Il 28 febbraio ha fatto una serie di accertamenti e da lì era emerso che aveva un tumore al rene». La famiglia di Laura si era subito preoccupata. Soprattutto perché due giorni dopo, l’ospedale l’aveva richiamata con urgenza per ulteriori accertamenti. Era da poco iniziato marzo. «Da quel momento non è più tornata a casa». Il ricovero l’ha costretta in ospedale fino alla scorsa domenica. «All’inizio, per quanto fossimo preoccupati, non pensavamo che la malattia fosse così veloce - continua Renato -. Lei diceva che non voleva far preoccupare i ragazzi, non voleva che la vedessero a letto». Virginia e Vittorio, però, non hanno mai smesso di pensare alla loro mamma. Anche quando le sue condizioni si sono aggravate improvvisamente nel giro di pochi giorni, con dolori lancinanti in tutto il corpo. Fino al 15 marzo. «Da domenica siamo distrutti, non riusciamo a rendercene conto». Anche per i genitori di Laura, figlia unica, è stato uno choc. Impossibile darsi pace. «I ragazzi sono forti, cerchiamo di andare avanti anche se è difficile», prosegue Renato. «Ricordatemi felice - scrivono i familiari nell’epigrafe - tenendomi un posto tra i vostri sorrisi e non tra le lacrime». L’ultimo saluto a Laura è fissato per domani alle 15 nella chiesa di San Lazzaro.






