di Sandro Iacomettimartedì 17 marzo 20264' di letturaLa crisi energetica non è drammatica e l’Europa non ha bisogno della Russia, però deve smetterla di inseguire il sogno ecologista e fare i conti con la realtà. Mentre molti straparlano di apocalisse o ipotizzano scenari geopolitcamente azzardati, Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, continua a guardare i numeri. «La crisi», spiega a Libero, «non è per il momento ai livelli del 2022, in particolare per la questione più delicata che è quella del gas. I prezzi anche ora sono intorno ai 50 euro a Mwh, c’era un periodo in cui ci sognavamo questo prezzo quando eravamo sopra i 300. Anche per il petrolio siamo intorno ai 100, mentre dopo l’invasione dell’Ucraina il greggio era schizzato a 120».Si parla molto di riaprire il dialogo con Mosca per salvarsi dalla catastrofe energetica.
«I mercati non stanno reagendo con il panico. Anche per questo mi sembra prematuro dire che siamo costretti a riprendere gas e petrolio russo. Soprattutto dopo quello che è stato fatto finora. Io sono stato sorpreso dalla capacità dell’Europa di superare la crisi della guerra russo-ucraina. Non è stata una passeggiata, ma siamo diventati resistenti, ci siamo temprati. E lo dico io che sono sempre stato critico sullo stop totale, tacciato persino di essere filo-russo, però in questa occasione non possiamo rovinare tutti gli sforzi che abbiamo fatto in questi anni, non ce n’è motivo».[[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46803830]]







