"Spero che possano salvare il Sannazaro.
È un dolore, una ferita troppo grande per la città. E' ineludibile restaurare quel teatro. È un gesto importante. Spero che il ministro Giuli possa fare in modo che la restituzione del teatro alla città possa avvenire". A poche ore dal debutto al Bellini di 'Lungo viaggio verso la notte', Gabriele Lavia dice la sua sull'incendio che ha distrutto il Sannazaro esattamente un mese fa, il 17 febbraio.
"Il teatro, al di là del numero di spettatori che possa avere - dice all'ANSA l'attore e regista milanese - è una cosa troppo importante. Ma non per Napoli, per Milano o per l'Italia ma per il mondo. Il teatro è nato nell'antica Grecia. Il teatro è il trono della verità. Così l'hanno pensato i greci. Ed è ancora così. Tutto quello che noi possiamo fare è riuscire a farlo come si deve. Non siamo noi che facciamo il teatro, è il teatro che fa noi. Non morirà mai. Non può morire". E' un rapporto forte quello costruito negli anni da Lavia con il capoluogo partenopeo. "E' un po' di anni che vengo a Napoli - racconta - ho sempre trovato un pubblico molto attento e generoso. Come quando vai a mangiare a casa da una signora napoletana, prepara tutto. E così il pubblico è come una generosa signora napoletana, che ti prepara un pranzo abbondante. Come quando si andava a mangiare dalla mamma che sfoderava i suoi cavalli di battaglia. Mi piace stare a Napoli, recitare in questa città. Era diversi anni che non ci venivo. Sono tornato nel mio vecchio albergo. Ho fatto subito con mia moglie qualche giro per via Chiaia, poi siamo andati a mangiare in un ristorantino che conosciamo".






