La scultura, pur non essendo di dimensioni monumentali, non sarebbe stata facilmente trasportabile da una sola persona. Questo fa pensare a un’azione pianificata, probabilmente portata a termine da individui esperti o da persone che conoscevano bene l’ambiente e gli orari dell'area, che ogni sera veniva chiusa da un cancello, ma sprovvista di telecamere di videosorveglianza. Proprio la mancanza di sistemi di controllo rappresenterebbe uno dei punti critici che avrebbe favorito il trasporto dell’opera senza lasciare tracce visive, né immagini utili a identificare volti o targhe dei veicoli utilizzati.
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È avvolto dal mistero il furto della statua “In omaggio alla Pace”, opera del maestro Giuseppe Faella, scomparsa l’11 marzo d...






