È il destino di ogni dittatore che prende il potere con la forza e la conserva con la paura: il terrore di subire un attentato. Vladimir Putin ha di fatto bloccato la Russia - e la sua economia - perché teme un'operazione esterna che possa avere come bersaglio proprio la sua persona. Questo si traduce nel blocco totale di Internet nella capitale russa, che non è proprio una cittadina dato che conta la bellezza di 13 milioni di abitanti.

In questo momento i cittadini non possono avere accesso ad applicazioni di messaggistica ritenute poco controllabili, come WhatsApp e Telegram, o a piattaforme social come YouTube. Ma non finisce qui. Il blocco voluto da Vladimir Putin si estende anche ai pagamenti elettronici con Pos e a tutti quei sistemi di consegna tramite app come un taxi o un servizio di trasporto. Il tutto a causa di non meglio precisate "ragioni di sicurezza" e per una durata di cui, al momento, non si sa niente.

Certo, Putin è sempre stato noto per aver applicato sistemi pensati per garantire la sua sicurezza. Ma nelle ultime settimane sembra che la sua ossessione sia diventata del tutto insostenibile. E il motivo potrebbe celarsi osservando quanto sta accadendo in Medio oriente. Pare infatti che lo zar sia rimasto impressionato dalla facilità mostrata dall'esercito americano e dall'Idf nel servirsi della rete mobile locale di Teheran per uccidere leader come la Guida suprema Ali Khamenei o il segretario del Consiglio di sicurezza Ali Larijani, dopo averne tracciato i movimenti.